Paola Pezzi - Galleria Il Milione

Il Milione
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Artisti > Contemporanei

Paola Pezzi

Paola Pezzi nasce a Brescia nel 1963.
In oltre trenta anni di lavoro, Paola Pezzi, nota per le sue sculture colorate e felici, realizzate con matite, gessetti, cannucce, sughero, carta, palline da ping pong, spugne, gomme, filati, corde, fiammiferi e i materiali più vari che fra le prime ha adoperato, ha sviluppato un discorso personalissimo, tanto da arrivare ad influenzare in modo evidente alcuni artisti delle ultime generazioni e ad essere fra le protagoniste indiscusse degli anni Novanta, oggi in avanzata fase di storicizzazione.
Il suo modo di agire procedendo per strati d’animo fa della sperimentazione formalista e dell’esplorazione della materialità un personalissimo uso, teso a partorire forme mai chiuse e ambivalenti, né astratte né figurative, mutevoli e sospese tra assemblaggio e creazione ex-novo,  considerando gli oggetti per le loro effettive qualità e potenzialità e non più per la loro destinazione d’uso.





Mostre e Riconoscimenti
Il suo percorso artistico ed espositivo ha inizio nei primi anni Ottanta e si concretizza quando, nel 1985, su invito di Luciano Fabro e Jole De Sanna, partecipa a un’esposizione collettiva negli spazi della Casa degli Artisti a Milano, alla quale seguiranno mostre dell’importanza del Premio Saatchi & Saatchi nel 1988, con il conseguente acquisto di più opere, ora parte della celebre collezione londinese, di Examples. New Italian art ai Riversides Studios a Londra, di FABBRICA, organizzata da Massimo Minini in un edificio industriale dismesso in via Apollonio a Brescia, entrambe nel 1989, o di Imprevisto, curata da Luciano Pistoi nel Castello di Volpaia a Radda in Chianti (SI) nel 1991.
La sua prima esposizione personale ha luogo nel 1990, nella Galleria di Franco Toselli e da allora il procedere di Paola Pezzi è segnato da importanti tappe, come la personale alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma nel 1995 e l’acquisizione di alcuni lavori, oltre che dalla stessa, da parte di Giuseppe Panza di Biumo, nonché dalla collaborazione con gallerie quali Micheline Szwajcer ad Anversa, Victoria Miro a Londra, Simonis a Parigi, Toselli, Ca’ di Fra e Cardi a Milano, Massimo Minini a Brescia, G7 a Bologna, Dina Caròla a Napoli, Martano a Torino… sino ad arrivare a oggi, con all’attivo decine e decine di mostre, fra le quali non posso non accennare a Quali cose siamo, su invito di Alessandro Mendini, alla Triennale Design Museum, a Milano (2010); Homo ludens. Quando l’arte incontra il gioco, a cura di Francesco Tedeschi, alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala, a Milano (2013); Objet perdu. Discorsi sul metodo, alla Fondazione Museo Pino Pascali, a Polignano a Mare (2014); Imago Mundi. Luciano Benetton Collection, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, a Torino, e alla Fondazione Giorgio Cini, a Venezia (2015). Proseguo questo sommario elenco aggiungendo la partecipazione al progetto BAG - Bocconi Art Gallery, sia nel 2015 sia nel 2016, negli spazi Espositivi dell’Università Bocconi, con l’installazione Ridisegnare il mondo, costituita da una disseminazione di oltre quaranta Bandiere, riecheggiando la presenza alla importante occasione voluta da Bruno Corà e parte delle celebrazioni per i 100 anni della nascita di Alberto Burri: Au rendez-vous des amis. Convegno - Esposizione Internazionale, promossa dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, a Città di Castello, sempre nel 2015, per concludere arrivando al presente più stretto, che vede Paola Pezzi protagonista di una esposizione nelle sale del Complesso Museale di Palazzo Ducale a Mantova.

 
 
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